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'UN’ODISSEA VERGOGNOSA, QUELLA DEI PASSEGGERI DELL’INTERCITY BOLOGNA-TARANTO'
“Il precipitare delle condizioni meteo era annunciato da giorni, e tutti
eravamo a conoscenza della criticità della situazione, in particolare
nelle regioni del Nord e del Centro Italia, e delle difficoltà che si sarebbero registrate nei collegamenti. Non eravamo e non siamo di fronte a qualcosa di assolutamente inatteso e imprevisto, insomma: per questo ritengo vergognosa e inaccettabile l'odissea vissuta dagli oltre 600 passeggeri del treno Intercity 615 Bologna-Taranto...
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  INTERVENTO IN PRIMO PIANO
'STABILIZZARE MEDICI E DIRIGENTI PRECARI ASL SENZA DISPARITA’ E DISCRIMINAZIONI'
“Il neo-assessore alla Sanità Ettore Attolini ha impegni gravosi da affrontare, in primis seguire i percorsi e le procedure di riassunzione dei 530 medici e dirigenti precari dopo che la Corte Costituzionale aveva bocciato il percorso di stabilizzazione previsto per il loro definitivo inquadramento ... [ LEGGI ]


 
 


PAROLE DAL CUORE. A TROIA, DAVANTI ALLA MIA GENTE

Grazie per essere qui, così numerosi così calorosi.
E’ una grande emozione essere per me insieme a Voi questa sera, chiudere qui insieme a Voi la mia campagna elettorale, finire idealmente il mio viaggio lungo tutti i comuni della nostra provincia là dove idealmente era iniziato tanti anni fa, ormai: nella città di mio padre Donato De Leonardis e di mia madre Teresa Caione, due figli della nostra e vostra terra, due persone che alla nostra e vostra terra hanno dato tanto, che si sono spesi con passione, entusiasmo, energia, convinzione per migliorare il presente e il futuro dei loro concittadini.
Questa sera sono qui per una scelta dettata dal cuore, allora, e non potevo essere altrove. Sono qui per salutarvi, e per ringraziarvi.

Per ringraziarvi della fiducia che avete riposto nei miei confronti cinque anni fa, permettendomi di raggiungere un consenso significativo e di entrare in Consiglio Regionale. Per ringraziarvi della partecipazione e del consenso che ha accompagnato la decisione di ricandidarmi, che hanno spazzato via stanchezza e dubbi, che mi hanno imposto di proseguire di slancio un percorso esaltante e faticoso al tempo stesso iniziato proprio grazie a voi e insieme a voi.

I dubbi non erano relativi al mio operato, perché so di esserci stato sul serio, in Consiglio Regionale, e di aver fatto la mia parte per rivendicare le priorità e sottolineare le emergenze vissute da questa terra, dalla nostra terra. So di essermi battuto, sia nell’aula consiliare di via Capruzzi che nelle stanze della prima Commissione Bilancio – Finanze – Programmazione che ho avuto l’onore e l’onere di presiedere durante il mio mandato, per un’assegnazione equa delle risorse comunitarie a disposizione, perché la nostra terra, il nostro Subappennino non continuassero a essere ignorati e penalizzati da scelte che troppo spesso sono determinate da calcoli cinici, dal ritorno in chiave elettorale, l’unica che per certi politici conta, dal numero di persone interessate.
Queste scelte assurde e profondamente ingiuste hanno determinato l’isolamento oggi di un comune come Celle San Vito, il comune meno popolato della provincia di Foggia, poche anime abbandonate a se stesse e al loro destino, che non godono di fatto del diritto alla salute, all’istruzione, all’esistenza, visto che la farmacia è chiusa, che i bambini non possono raggiungere un paese vicino solo in linea teorica per le attività scolastiche e l’assistenza medica è impossibile: “Che politica è questa?” mi sono chiesto ripetutamente in queste ultime settimane. “Che senso ha una politica che trasforma sistematicamente la normalità in emergenza, che trasforma una pioggia in un’apocalisse, che fa poco quanto nulla per garantire la sicurezza degli abitanti, che ritiene l’assetto idrogeologico un optional salvo scoprirne amaramente le conseguenze dopo una frana, l’ennesima che blocca i collegamenti con Roma, che non si accorge che siamo nel Terzo Millennio e non nella preistoria?”.
Ma proprio per cambiare QUESTA politica dobbiamo impegnarci e lottare con ancora più forza, per non abbandonare i bambini, i giovani, le donne e gli anziani di Celle San Vito, per non abbandonare i bambini, i giovani, le donne e gli anziani della nostra città, del nostro Subappennino, della nostra comunità.
Per questo sono qua con voi, allora. Per dirvi “IO CI SONO, IO VOGLIO ESSERCI”. IO SONO DALLA VOSTRA PARTE, dall’unica parte nella quale è possibile stare se intende la politica come servizio al cittadino e non viceversa, il cittadino al servizio della politica e dei politicanti.

Io sono dalla parte degli AGRICOLTORI che si sono visti TRADITI dai nostri governanti quando sono crollati i prezzi dei prodotti e non hanno ricevuto alcun sostegno né di natura economica né fiscale. Sabato scorso a Roma a piazza San Giovanni si è tenuta la grande manifestazione del Popolo della Libertà, che ha visto rinsaldato l’asse tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, tra il Pdl e la Lega Nord: bene, dovete sapere che quell’asse è un cappio al collo al futuro del nostro Mezzogiorno e della nostra agricoltura, visto che l’agenda e le priorità in materia di politiche agricole sono dettate proprio dagli interessi della Lega Nord e del sistema economico e produttivo che a quel partito fa riferimento. Sono le esigenze che hanno impedito all’Authority nazionale per la sicurezza alimentare di arrivare nella sua sede nazionale, Foggia e la Capitanata, nonostante una legge dello Stato lo avesse stabilito con chiarezza, per essere prima congelata e poi, in caso di vittoria del leghista Luca Zaia alle regionali in Veneto, assegnata a Verona, come promesso dall’attuale ministro dell’Agricoltura ai suoi elettori. Esigenze che il ministro Raffaele Fitto non riesce a contrastare, esigenze che nessun parlamentare del centrodestra riesce a denunciare, tradendo così la propria funzione, rappresentare e difendere gli interessi della propria gente, del proprio territorio. Per questo io sono dalla vostra parte, dalla parte giusta.

Io sono dalla parte degli IMPRENDITORI TURISTICI TRADITI da infrastrutture ancora e sempre lacunose. Da un’aeroporto, il Gino Lisa, che vive ancora e sempre alla giornata nonostante le risposte da parte dell’utenza proveniente anche da regioni limitrofe sia andata al di là di ogni più rosea aspettativa. Ma sappiamo bene, e lo sa bene anche l’assessore regionale uscente ai Trasporti, Mario Loizzo, con il quale sono entrato più volte in rotta di collisione durante i cinque anni del mio mandato, che il rilancio dell’economia e del turismo non può prescindere dal rilancio dell’aeroporto, e soprattutto dall’allungamento della pista. Necessario per permettere ai charter di atterrare e allargare il bacino di turisti in arrivo e in partenza, visto che l’analisi dei flussi evidenzia crudelmente la schiacciante maggioranza del turismo definito dagli addetti ai lavori “di prossimità”, proveniente da regioni limitrofe come Lazio e Campania utilizzando in pratica un unico mezzo, l’auto privata. Nonostante la bellezza e la varietà dell’offerta garantita dal nostro territorio.
Traditi da strade che sembrano ancora e sempre percorsi di guerra, da una strategia che non si riesce ancora a percepire, da programmazioni i cui scenari suscitano perplessità, come l’immenso Parco Eolico che sta cambiando il paesaggio del nostro Subappennino, della nostra terra: ma a che prezzo?, è proprio il caso di chiederselo, per non ritrovarci tra vent’anni alle prese con nuovi cimiteri industriali, con nuove aspettative tradite, con nuove delusioni destinate a lasciare profonde ferite.

Io sono dalla parte dei LAVORATORI TRADITI da imprenditori improvvisati che negli anni hanno usufruito di milioni e milioni di euro di finanziamenti, salvo poi chiudere e sbaraccare quando all’orizzonte si sono affacciate nuove opportunità ritenute più vantaggiose, nei paesi dell’est europeo. Sono dalla parte dei lavoratori della SOEMS di Sant’Agata di Puglia, da settimane davanti a cancelli del proprio stabilimento per difendere la loro dignità e il loro diritto all’esistenza. Sono dalla parte dei tanti lavoratori che in questi decenni e in questi anni hanno perso un lavoro che ritenevano sicuro e non per causa loro, sono dalla parte di persone che hanno pochissime opportunità di essere ricollocati sul mercato.

Io sono dalla parte dei GIOVANI che hanno scelto di rimanere nella loro nella nostra terra, di mettere a disposizione il loro talento, le loro qualità, la loro energia a nostra disposizione: una scelta coraggiosa e difficile, che va non solo apprezzata ma adeguatamente sostenuta con politiche all’altezza dei loro sogni e delle loro aspettative, con interventi concreti e non estemporanei, ma destinati non a regalare loro dei contentini, ma a gettare le basi per un futuro certo, lontano dalla spada di Damocle della precarietà.

Io sono dalla parte di quanti pretendono e meritano rispetto, QUANTI CHIEDONO UNA SANITA’ al servizio dei malati e non dei faccendieri. Degli anziani, delle persone sole, delle donne alle prese con corse continue per conciliare le attività domestiche a quelle lavorative.

Io sono dalla parte delle FAMIGLIE, che sono il cuore della nostra società, che sono diventate in questi anni bui il vero ammortizzatore sociale che ha evitato alla crisi dell’economia e della finanza, al crollo dell’occupazione anche nella nostra terra di raggiungere dimensioni catastrofiche. Le famiglie tutelate dalla nostra Carta Costituzionale e dimenticate da un governo nazionale che ha perso per strada la promessa adozione del Quoziente familiare, in altre faccende affaccendato, ben lontane dai problemi delle persone comuni, di ognuno di voi di ognuno di noi. Ho firmato come candidato un Manifesto redatto dal Forum regionale delle Associazioni Familiari della Puglia, nelle scorse settimane: un impegno preciso e concreto per passare dalle parole ai fatti, dalle intenzioni alle azioni, per reperire le risorse necessarie e tradurle in interventi. E tanto altro occorre fare e  ho intenzione e voglia di fare, alternative non ce ne sono, non ce ne possono essere.

Adesso, allora, è arrivato il momento delle scelte consapevoli.

Non dobbiamo farci ammaliare dal suono delle sirene che nelle ultime ore di immediata vigilia elettorale si farà sentire eccome. Dobbiamo riflettere sul senso dell’espressione “VOTO UTILE” che in particolare gli esponenti di punta del PDL stanno riproponendo in queste ore in maniera ossessiva. Votare l’UDC è uno voto sprecato, stanno ripetendo vanamente. E’ un segno di paura e non di forza, attenzione: perché chi è forte della bontà del suo proprio programma e dello spessore dei propri candidati non ha bisogno di trucchetti del genere, e dovrebbe puntare su quello per aspirare a conquistare la vostra fiducia. Ma è uno spettacolo già visto, fin troppo prevedibile: per questo infatti non ho puntato su alcuno slogan in campagna elettorale, e ho cercato semplicemente di difendermi con quel ‘Un voto utile per la Capitanata’ che avrete avuto modo di leggere sui miei manifesti.

Rispondete però, a chi fa riferimento al ‘voto utile’, che è utile solo il voto per le persone preparate, coraggiose, pronte a difendere il proprio territorio e non semplicemente a obbedire agli ordini che arrivano dall’alto e a difendere semplicemente se stesse e la propria poltrona.

E’ utile il voto a un partito da sempre a vocazione meridionalista, erede di quella Democrazia Cristiana alla quale la Capitanata e la nostra terra hanno regalato uomini come mio padre. E’ utile il voto all’UDC che vuole rimanere lontana dagli estremismi che caratterizzano gli schieramenti dominati da Di Pietro e da Berlusconi, l’UDC che non ne può di un bipartitismo imperfetto e destinato a implodere, perché la tradizione e la cultura politica italiana non può essere circoscritta e soffocata da logiche che non possono cancellare esperienze come il cattolicesimo impegnato in politica, il socialismo, il comunismo, il pensiero liberale. L’UDC che è il solo partito capace di leggere il presente con le sue contraddizioni e le sue problematiche, l’UDC che è il solo partito veramente radicato al territorio, l’UDC che nel simbolo ha lo Scudo Crociato che ha segnato la Storia del nostro Paese e della nostra città. Lo scudo crociato marchio di casa, se permettete, della mia Famiglia, che lega il mio passato al mio presente e al mio futuro, al nostro presente e al nostro futuro.

E’ utile il voto alla nostra città, Troia, alla nostra terra, il Subappennino, alla nostra provincia, che merita di essere rappresentata in Consiglio Regionale con ancora più efficacia e qualità, che non merita la mortificazione di un unico assessore come avvenuto nell’esperienza appena conclusa, e merita assessori più attenti e sensibili agli appelli contro l’emarginazione e la disattenzione rispetto a quelli proposti dalla precedente giunta guidata da Raffaele Fitto.
E’ utile, veramente utile, il vostro voto, figlio del vostro entusiasmo e della vostra partecipazione. Un voto e una fiducia che mi impegno pubblicamente a non tradire e che non tradirò mai, perché non potrei mai perdonarmelo: sarebbe un tradimento inaccettabile prima di tutto per me. Grazie, e in bocca al lupo, un enorme in bocca al lupo, alla nostra città e alla nostra terra.

 Buona serata e buon voto, cari concittadini!




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