'UN’ODISSEA VERGOGNOSA, QUELLA DEI PASSEGGERI DELL’INTERCITY BOLOGNA-TARANTO'
“Il precipitare delle condizioni meteo era annunciato da giorni, e tutti
eravamo a conoscenza della criticità della situazione, in particolare
nelle regioni del Nord e del Centro Italia, e delle difficoltà che si sarebbero registrate nei collegamenti. Non eravamo e non siamo di fronte a qualcosa di assolutamente inatteso e imprevisto, insomma: per questo ritengo vergognosa e inaccettabile l'odissea vissuta dagli oltre 600 passeggeri del treno Intercity 615 Bologna-Taranto... [ LEGGI ]
INTERVENTOIN PRIMO PIANO
'STABILIZZARE MEDICI E DIRIGENTI PRECARI ASL SENZA DISPARITA’ E DISCRIMINAZIONI'
“Il neo-assessore alla Sanità Ettore Attolini ha impegni gravosi da affrontare, in primis seguire i percorsi e le procedure di riassunzione dei 530 medici e dirigenti precari dopo che la Corte Costituzionale aveva bocciato il percorso di stabilizzazione previsto per il loro definitivo inquadramento ... [ LEGGI ]
'LEONE, FITTO, SE CI SIETE BATTETE UN COLPO. PER LA NOSTRA AUTHORITY'
Laltrocinema Cicolella gremito in ogni ordine di posto domenica mattina per la presentazione ufficiale della candidatura di Giannicola De Leonardis in Consiglio Regionale, come capolista dell’Udc. Partecipazione e commozione in sala, “commozione che ti prende la gola e non ti fa parlare” ha sottolineato il segretario provinciale del partito, Franco Di Giuseppe. Il gigantesco Scudo Crociato sullo sfondo e tanti protagonisti della Democrazia Cristiana nelle prime file, da Peppino Zingrillo ad Alfredo Grassi, il passato – più volte evocato e sottolineato con scroscianti applausi – rivissuto attraverso l’impegno di Aldo Moro e Donato De Leonardis, di Gustavo De Meo e Vincenzo Russo, e il presente che è già futuro, Giannicola De Leonardis, figlio d’arte e di passione chiamato a “rappresentare il partito con lealtà e con coerenza, ad essere il partito”, esortato a “continuare il confronto e il colloquio con la gente, a consolidarlo nel tempo”. Ancora commozione nelle parole di Biagio Di Muzio, che ha ricordato l’eccidio di via Fani, il 16 marzo 1978, “una data che ha cambiato la nostra storia” e le parole dello statista poi ucciso 55 giorni dopo: “questo paese non ha bisogno di sviluppo, ma di progresso”. E toccante il passaggio scelto dal giornalista Micky De Finis per raccontare l’umanità e l’intensità del rapporto tra gli amici Moro e De Leonardis, la lettera scritta al direttore de Il Giornale, Indro Montanelli, per esortarlo ad abbandonare la linea dell’intransigenza e della fermezza nella trattativa con i brigatisti rossi a favore della sovranità e della sacralità della vita. Anche l’intervento più atteso, quello - a braccio - del presidente della prima Commissione Finanze – Bilancio – Programmazione della Regione Puglia ricandidato dal partito di Pierferdinando Casini, è stato segnato nella parte iniziale dalla commozione che lo ha costretto più volte ad interrompersi. Ma l’orgoglio e la responsabilità hanno prevalso, e l’emozione si è trasformata in energia e ha reso ancora più ricco di passione e intensità le sue parole che sono partite da una risposta al presidente dell’Assindustria Eliseo Zanasi, che nelle scorse settimane aveva invitato gli elettori di Capitanata a non mandare in Consiglio Regionale degli “scaldapoltrone” ma persone serie, preparate, in grado di fare gli interessi del territorio, di farsi sentire. “Tanto per essere altrettanto chiari, sono d’accordo con lui: la Capitanata, la nostra terra, ha bisogno di rappresentanti all’altezza e non di persone che vogliono semplicemente arricchire il proprio curriculum o hanno bisogno di ulteriori trampolini di lancio per le loro brillanti carriere. Io in Consiglio Regionale ero l’ultimo arrivato, cinque anni fa, ma non sono stato affatto né uno sprovveduto né uno ‘scaldapoltrone’: ho fatto del mio meglio, ho speso tutte le mie energie e la mia determinazione per difendere le aspettative e le esigenze non solo di chi mi aveva votato, ma della nostra comunità per intero. Nell’assise in via Capruzzi, dove sono state discusse spesso iniziative e proposte di legge da me lanciate e ispirate, e all’interno della prima Commissione da me presieduta, una postazione strategica per avere una visione chiara delle risorse a disposizione e per cercare di evitare una loro distribuzione iniqua sul territorio” ha sottolineato De Leonardis. Arrivato a Bari non per caso, per obbedienza e devozione verso qualcuno o per l’aspetto giovanile nonostante i 40 anni. Ma “dopo aver seguito un percorso lunghissimo iniziato da bambino, quando mi intrufolavo – non invitato, ovviamente – nelle riunioni della corrente morotea in via Matteotti che aveva e vedeva in mio padre Donato il suo riferimento, nelle stesse stanze che oggi costituiscono la mia base operativa. Allora si faceva così, partendo dalle sezioni, e non c’era spazio né per l’improvvisazione né per gli improvvisati nella politica dello Scudo Crociato alle mie spalle che ha segnato la storia d’Italia, che ha cementato il Paese uscito dalle macerie della guerra con valori indissolubili ancor oggi, i Nostri valori: la Famiglia, la Solidarietà, l’attenzione verso gli ultimi”, ha continuato. “Quella politica e quella classe dirigente non avrebbero tollerato uno scippo e una beffa, l’ennesima, che si sta consumando sulla pelle dei nostri agricoltori, di tutti noi: l’Authority nazionale per la sicurezza alimentare che era stata assegnata a Foggia non per grazia ricevuta, ma per il riconoscimento della vocazione territoriale della Capitanata e degli sforzi fatti non solo dalla locale imprenditoria, ma anche dalla comunità scientifica, dall’università, da fior di ricercatori che dalla facoltà di Agraria si stanno facendo valere in tutta Europa. Per citare ancora Eliseo Zanasi, che fanno allora a Roma gli ‘scaldapoltrone’ che pure dovrebbero rappresentare il nostro territorio, il vicepresidente della Camera Tonio Leone e il ministro Raffaele Fitto? Perché non chiedono al ministro Luca Zaia, candidato alla presidenza della Regione Veneto, come mai ha promesso in dote ai suoi elettori proprio l’Authority a Verona? E perché non chiedono che fine hanno fatto quei miliardi di euro in Fondi FAS destinati al Mezzogiorno?” ha chiesto tra gli applausi scroscianti. De Leonardis ha poi sottolineato la necessità di sostenere concretamente “i nostri agricoltori, che sono in ginocchio da anni per il crollo dei prezzi alla produzione e si sono visti negare qualsiasi attenzione e aiuto” e ricordato gli scontri nel corso del mandato ormai in dirittura d’arrivo con “l’assessore Mario Loizzo, perché non ho ritenuto sufficiente, l’attenzione e l’impegno della Regione per l’aeroporto ‘Gino Lisa’: l’allungamento della pista è necessario per il rilancio dell’economia in generale e del turismo in particolare, per gran parte proveniente – secondo un’attenta analisi dei flussi – da regioni vicine come Campania o Lazio”. Non poteva mancare, ovviamente, il riferimento al cuore del programma dell’Udc, la “Famiglia che nella nostra Carta Costituzionale ricorre più volte e ha ispirato numerosi articoli, e in questi anni di crisi sempre più diffusa è diventato il vero e spesso unico ammortizzatore sociale per milioni di individui, con padri che mantengono figli ormai adulti. Sono lo Stato, il Governo, la Regione che devono preoccuparsi del presente e del futuro di migliaia e migliaia di giovani e migliaia e migliaia di anziani, siamo noi che dobbiamo pretendere politiche finalmente attente alla Famiglia e pronte a sostenerle nelle difficoltà e nei disagi, attraverso l’adozione del Quoziente familiare anche nella Regione Puglia e dando un indirizzo preciso al Welfare”. Ha poi spiegato il senso del suo slogan, “Un voto utile alla Capitanata”: “E’ uno slogan difensivo, perché immaginavo le facili ironie e la voglia di depistare gli elettori. Un voto utile è quello che porta all’inviduazione di persone capaci e meritevoli, che non antepongono gli interessi personali o del loro partito a quelli del territorio. E’ quello alla nostra Capitanata. A ognuno di noi. A tutti noi.” ha concluso tra gli applausi.