
Giovanni De Leonardis
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L'Alfabeto del Cuore
Agricoltura Un comparto trainante per la nostra economia, alle prese con una crisi dovuta alla concorrenza sleale che ha fatto crollare i prezzi dei prodotti e messo in ginocchio migliaia di piccoli produttori. Una crisi che il Governo di centrodestra, pesantemente condizionato dalla Lega Nord e in altre faccende affaccendato, ha del tutto ignorato. Una crisi che ha fatto registrare, ovviamente, anche l’assenza ingiustificata del ministro delle politiche per il Mezzogiorno Raffaele Fitto, grande sponsor del candidato presidente Rocco Palese. Una crisi che rischia di affondare definitivamente la Capitanata tutta, nonostante le risorse e le premesse, nonostante le promesse (tradite) e che quindi va affrontata con la piena consapevolezza della sua gravità, interventi strutturali e incisivi e il pieno coinvolgimento delle organizzazioni di categoria. Authority La domanda nasce spontanea: che fine ha fatto l’Authority nazionale per la sicurezza alimentare a Foggia? Un successo, una vittoria della nostra collettività figlia di una rivendicazione trasversale che aveva visto finalmente uniti i mondi della politica e dell’imprenditoria, le associazioni di categoria e i sindacati, l’università - che aveva anche messo a disposizione e presentato ufficialmente i locali destinati ad accoglierne la sede - e la ricerca? Basterebbe un provvedimento per renderla finalmente esecutiva, dopo il via libera del Governo Prodi: ma l’ineffabile ministro per le politiche agricole Luca Zaia preferisce semplicemente dimenticarsene, per poi prometterla in campagna elettorale come gradito regalo ai suoi elettori veneti. Era invece il premio - doveroso - agli sforzi fatti dalla collettività per puntare sulla professionalità e sull’eccellenza, il riconoscimento alla vocazione di un territorio, il volano per una ripresa non solo auspicabile, ma finalmente possibile. Sulla vicenda è calato dall’insediamento del Governo Berlusconi un silenzio tombale, che condiziona e imbarazza anche gli stessi parlamentari locali del PDL (Partito della Lega ormai, e non Popolo delle Libertà): anticamera dell’ennesimo, insopportabile scippo a una provincia, la Nostra, bisognosa di ben altre attenzioni. Bilancio E’ la mia materia, e nel mio primo mandato da consigliere regionale gran parte del tempo l’ho dedicata alle riunioni nella prima Commissione che ho avuto l’onore di presiedere. Gestirlo al meglio non è semplice, per ovvi motivi: ma è necessario, oltre che doveroso. Destinando le risorse non in maniera clientelare o campanilistica ma garantendo ogni territorio e ogni persona che nel territorio vive e abita. Un’esperienza coinvolgente e impegnativa quella appena vissuta, che mi ha permesso di vivere e conoscere dall’interno dinamiche complesse e che richiedono estrema attenzione e preparazione. Sapendo che quei numeri e quelle cifre hanno un’anima, una dignità, un destino destinato a incidere sul destino di ognuno di noi. Cultura Un valore aggiunto da esaltare, in epoca di globalizzazione imperante. La cultura delle ballate di Matteo Salvatore e dei Cantori di Carpino, la cultura della Taranta che da Melpignano ha contagiato il mondo intero, attraverso una felice intuizione diventata fenomeno di costume. La cultura delle tradizioni tipiche e dei talenti capace di innovare e vivere pienamente il proprio tempo, come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e Sergio Rubini, per fare semplicemente due nomi. La cultura come risorsa, capace di giustificare qualsiasi investimento, e non come costo. Destagionalizzazione Una priorità, data la varietà di scenari offerta dalla nostra regione, data la mitezza del clima e i cambiamenti nelle tipologie di turismo. La destagionalizzazione si garantisce con un’azione efficace dell’Apulia Film Commission per promuovere il territorio. Con iniziative brillanti e originali messe in atto da enti locali in sinergia con privati. Con il miglioramento della Qualità dei servizi e delle infrastrutture. Con la professionalità di operatori che devono sentirsi parte di una rete, pienamente consapevoli e responsabili della necessità di un livello sempre più mirato all’Eccellenza come obiettivo individuale e collettivo al tempo stesso. Europa Non un fastidio, ma un’opportunità. Determinante: per questo l’ultima stagione di fondi comunitari disponibili va affidata a persone capaci e preparate, per evitare finanziamenti a pioggia destinati a non avere ricadute concrete sul territorio e per mutarne radicalmente gli assetti, arginando le speculazioni di imprenditori spregiudicati e devoti alla mission “prendi i soldi e scappa” e sostenendo invece imprese affidabili capaci di fare squadra e rientrare in logiche di filiera. Famiglia In un’epoca di flessibilità selvaggia che produce soltanto precarietà dilagante, le luci della politica tutta (e relative risorse), dal Governo centrale all’ultimo degli enti locali, vanno puntate tutte nella direzione di questo microcosmo che rappresenta l’ultimo appiglio per un Paese altrimenti destinato alla deriva. Per aiutare i giovani a uscire dalle famiglie d’origine, entrare nel mondo del lavoro non per essere sfruttati e ingannati ma per cercare una loro realizzazione, espressione, autonomia economica. Per sostenere il reddito di coppie alle prese con mutui fissi e stipendi altalenanti. Per aiutare una generazione intera condannata al regresso rispetto alla precedente, nonostante gli sforzi fatti, prima di tutto negli studi. Per incrementare una natalità prossima allo zero, perché il futuro è un’incognita per troppe famiglie. Perché la soglia di povertà è ormai estesa anche al ceto medio, e basta una separazione per ridurre sul lastrico tanti padri costretti a mangiare nelle mense allestite presso parrocchie o associazioni di volontariato e a dormire in alloggi di fortuna, se non hanno dei genitori o dei nonni dai quali tornare; e rendere la vita impossibile a tante madri alle prese con assegni ridotti e servizi non solo sociali, ma anche e soprattutto civili, inesistenti o costosi, e quindi inaccessibili: Giovani L’ex ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa li ha definiti “bamboccioni”, inimicandosi – giustamente – un’intera generazione. Perché non credo che i giovani meridionali siano felici di rimanere in casa con i loro genitori fino all’età da pensione nei paesi del nord Europa, rinunciando a una propria autonomia, preferendo a una vita adulta e compiuta una eterna adolescenza. Cosa significa essere ‘giovani’, da queste parti, dalle nostre parti? Studiare sostenendo – e facendo sostenere alle proprie famiglie – sacrifici enormi, non solo economici. Cercare poi un lavoro trovando una serie infinita di porte chiuse. Conquistato il lavoro (i più fortunati, non sempre o quasi mai i più preparati) cercare un’abitazione e scoprire un mercato dei fitti a prezzi stellari. Andare in banca per tentare di accendere allora un mutuo, e ritrovarsi davanti a una serie di condizioni e garanzie richieste tali da alzare l’ennesima barriera. Vivere di frustrazioni, con costi sociali enormi per una collettività che vede i migliori talenti prigionieri di una condizione apparentemente immobile oppure costretti a scappare altrove. Vanno allora concretamente aiutati, i giovani, e non dileggiati. Nemmeno presi in giro da proposte effimere come la paghetta offerta dal buontempone Renato Brunetta. Vanno sostenuti da una politica capace di investire in occupazione stabile, di ipotizzare scenari concreti, di sfruttare al meglio le risorse a disposizione, di puntare all’interesse di tutti e non a quello di pochi, di uscire da logiche clientelari e aprirsi a una società in continuo cambiamento. Gino Lisa Era la cenerentola degli aeroporti pugliesi, è diventato una sorpresa che ha giustificato tanti anni di lotta non per una semplice presa di posizione campanilistica, ma perché nel terzo millennio uno sviluppo senza un aeroporto non è ipotizzabile. La Regione Puglia ha fatto la sua parte nella ripresa dello scalo foggiano, nonostante l’affidamento iniziale delle rotte a compagnie venete che si sono rivelate poi fallimentari, nonostante incidenti di percorso che per fortuna non hanno minato la fiducia nell’utenza, proveniente non solo dalla Capitanata ma dalle limitrofe Campania, Basilicata, Molise. Bisogna allora proseguire in questa direzione, abbandonando definitivamente le ipotesi alternative (Amendola, o la creazione di un nuovo scalo a Borgo Mezzanone o a Vieste) tanto suggestive quanto impraticabili, e investendo sull’allungamento della pista in grado di favorire l’atterraggio e il decollo di boeing incrementando così numeri di traffico già significativi, e migliorando i servizi e i collegamenti, anche con gli scali internazionali. Infrastrutture L’ulteriore potenziamento dell’aeroporto “Gino Lisa” da solo non può bastare. Restano problematici i collegamenti con il Gargano e soprattutto con il Subappennino, che meritano invece un’attenzione prioritaria per evitare squilibri e penalizzazioni inaccettabili. Compito della Regione è quello allora di colmare questo gap, non limitandosi a una selezione dei progetti rientranti nella strategia di Area Vasta ma supplendo e intervenendo direttamente, attraverso un’adeguata programmazione delle risorse a disposizione. Internet Per molte aree interne del Subappennino una connessione decente, almeno decente, è ancora un’utopia: una vergogna e uno scandalo, inutile aggiungere altro. Lavoro Nonostante le numerose iniziative intraprese negli anni, rimane l’emergenza delle emergenze da affrontare in maniera risoluta e con un impegno totale, dato l’elevatissimo numero di disoccupati nella nostra provincia e l’altrettanto elevato numero di precari e di persone che lavorano in nero. Incentivi alle imprese sono fondamentali, uniti a una incisiva azione di controllo e alla promozione della cultura della legalità e delle pari opportunità: il rispetto delle regole è la base di partenza, la pre-condizione di un’azione necessaria e indispensabile per uscire dalle secche della stagnazione e della crisi generalizzata. Masters Innovazione, aggiornamento, preparazione, formazione post-laurea sono ormai necessarie per evitare le sabbie mobili della precarietà, garantire un futuro ai nostri giovani all’altezza delle loro qualità e delle loro ambizioni. Proseguire allora con le politiche di finanziamenti mirati e qualificati evitando furbate e sprechi ed evitando soprattutto il ripetersi di una formazione che serve unicamente ai formatori e non ai formati. Occupazione La sfida delle sfide, necessaria e indispensabile. Da affrontare garantendo trasparenza, meritocrazia, strategie oculate, evitando un assistenzialismo fine a se stesso e investendo in maniera intelligente, con attenzione al rapporto tra i costi e i benefici e la garanzia del corretto utilizzo di risorse della collettività. No, grazie Alle decisioni prese dall’alto, ignorando le necessità, le istanze e le richieste del territorio. Alla concezione degli elettori come ‘clientes’, persone da prendere in giro alla ricerca di facile consenso e poi dimenticare. Alla politica vissuta come privilegio di casta, un club ristretto ed elitario lontano dai bisogni, dai volti, dai disagi e dalle speranze della gente comune. Alla superficialità, all’ipocrisia, al trasformismo. Prodotti tipici Vino, olio: sono l’avanguardia dell’eccellenza locale, in grado di imporsi sui mercati mondiali se adeguatamente sostenuti da una politica di promozione e commercializzazione, da un marketing all’altezza della sfida dei tempi. E sono le sirene in grado di richiamare un turismo di qualità e rilanciare ulteriormente un territorio non ancora adeguatamente valorizzato come meriterebbe. Qualità Sinonimo di eccellenza: è l’obiettivo che occorre prefiggersi a ogni costo. Per uscire dalla mediocrità e affrontare le varie emergenze senza pesanti handicap di partenza. Qualità nella scelta e nella selezione di una classe dirigente responsabile e coraggiosa. Qualità nelle scelte che poi quella stessa classe dirigente è chiamata a operare. Recupero Del patrimonio storico della Puglia in generale, della nostra Capitanata in particolare. Delle nostre migliori tradizioni popolari. Perché il futuro non può prescindere dal passato, finalmente sottratto da una chiave strettamente nostalgica e pronto a dare nuovi stimoli e rivitalizzare il presente. Subappennino Le mie origini sono là, e mi garantiscono ulteriori motivazioni nel fare la mia parte per il rilancio di un territorio bellissimo e ricco di risorse, da valorizzare e non abbandonare, da esaltare e non depredare. Sanità La spina nel fianco nelle ultime amministrazioni regionali, al centro di scandali e polemiche ampiamente amplificati dalle cronache nazionali. Una valutazione serena non può prescindere da un bilancio comunque limitato per le necessità da soddisfare e dagli interessi enormi che gravitano intorno, che meritano un’azione di schermo, garanzia e trasparenza in grado di tutelare non solo i cittadini ma anche gli stessi amministratori. La riduzione delle liste d’attesa rimane l’obiettivo principe da perseguire, così come il radicamento dell’assistenza domiciliare, in particolare a favore di persone e famiglie che vivono in situazioni di estremo disagio. Con il contenimento della spesa non determinato da semplici e drastiche politiche di taglio, ma anche e soprattutto da risparmi oculati e dall’individuazione dei costi eccessivi - al limite della truffa, e spesso anche oltre - se non addirittura inutili. Trasparenza Una battaglia che deve coinvolgere maggioranza e opposizione, che deve impegnare allo stesso modo i candidati presidenti e le coalizioni e i partiti che a loro fanno riferimento, e tutti noi impegnati in politica. Per il rispetto che dobbiamo al talento, al sacrificio, alle capacità, e per il futuro del nostro territorio, che non può essere consegnato alla raccomandazione e all’improvvisazione. Una battaglia che ci vede tutti pesantemente sconfitti, se ritenuta di retroguardia o di mera facciata. Turismo Balneare e religioso, sostenibile ed enogastronomico, naturalistico e aperto al mondo, alla meraviglia. Mettendo in rete strutture e persone con una regia attenta e fantasiosa, capace di puntare ai grandi numeri senza dimenticare le nicchie altrettanto importanti, di supportare enti locali e privati, di stimolarli verso un nuovo corso capace di legare il passato a un presente che è già futuro. Udc Un partito che ha compiuto una scelta coraggiosa, decidendo di smarcarsi dalle due coalizioni e puntare su una persona carismatica e preparata come Adriana Poli Bortone, già ministro dell’Agricoltura, sindaco di Lecce, europarlamentare di indubbie capacità e temperamento. Rinunciando a lusinghe e pressioni, in coerenza a una politica che rifiuta i condizionamenti e le strettoie degli opposti estremismi. Una sfida e una sollecitazione per la maggioranza moderata che non si sente rappresentata né a livello regionale né a livello locale, e che è alla ricerca di un’adeguata rappresentanza. Una sfida all’insegna di uno Scudo Crociato che ha segnato le pagine più importanti e bella della storia del nostro Paese e del nostro territorio. Valori Una politica senza non è possibile, non ha senso, non è credibile e non è vera. Ma una politica caratterizzata da Valori richiede coerenza, impegno, abnegazione, dedizione, passione: qualità che non tutti possono garantire con credibilità e convinzione. Una sfida, ma è l’unica politica che sento mia e di cui sono capace. Welfare L’attenzione per le persone meno fortunate è una prerogativa fondamentale di una politica intesa come servizio, che deve impegnare con la stessa intensità cattolici e laici. Un’attenzione che non è semplice carità e che deve superare logiche di buona volontà, puntando sulla professionalità e non sulla semplice generosità di volontari e associazioni, e su un radicamento sempre maggiore sul territorio di servizi essenziali per la crescita della collettività tutta.
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