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L’ATTESA (FIDUCIOSA)
Soddisfazione. Felicità. Stanchezza. Fiducia. Orgoglio. Tanti stati d’animo in successione, nell’attesa interminabile di dati che non arrivano, di ore che non passano mai, di numeri, tabelle, telefonate. La certezza di aver dato il massimo e di essere stato semplicemente la punta avanzata di una squadra ricca di entusiasmo e di passione, i sorrisi dei collaboratori e dei tanti che entrano ed escono dalle stanze della segreteria, gli sguardi rivolti verso gli schermi dei compu... [ LEGGI ]


  INTERVENTO IN PRIMO PIANO
'8.052 VOLTE GRAZIE AGLI ELETTORI DELLA MIA, DELLA NOSTRA CAPITANATA'
“E’ un risultato che saluto con soddisfazione enorme e che non è figlio del caso, ma premia il lavoro fatto in Consiglio Regionale durante il mio primo mandato, l’interesse mostrato per il mio territorio e gli sforzi fatti dall’UDC in una campagna elettorale difficile”. Giannicola De Leonardis non h... [ LEGGI ]


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L’ATTESA (FIDUCIOSA)
Soddisfazione. Felicità. Stanchezza. Fiducia. Orgoglio. Tanti stati d’animo in successione, nell’attesa interminabile di dati che non arrivano, di ore che non passano mai, di numeri, tabelle, telefonate. La certezza di aver dato il massimo e di essere stato semplicemente la punta avanzata di una squadra ricca di entusiasmo e di passione, i sorrisi dei collaboratori e dei tanti che entrano ed escono dalle stanze della segreteria, gli sguardi rivolti verso gli schermi dei computer e del televisore, l’apprensione e la tensione che lentamente si sciolgono e vanno via, per sognare ad occhi aperti - al risveglio - una Capitanata più consapevole delle proprie potenzialità e dei propri limiti, affacciata su un futuro migliore. Un futuro che è già presente: è questo giorno ricco di gioia contenuta perché è semplicemente un punto di ripartenza e non di arrivo e di cose da fare (emergenze da affrontare a viso aperto e non semplicemente tamponare, azioni da intraprendere per rivendicare i propri diritti e le proprie esigenze) ce ne sono proprio tante.



PAROLE DAL CUORE. A TROIA, DAVANTI ALLA MIA GENTE
Una scelta obbligata per chiudere la campagna elettorale. Per finire idealmente il mio viaggio lungo tutti i comuni della nostra provincia là dove idealmente era iniziato tanti anni fa, ormai: nella città di mio padre Donato De Leonardis e di mia madre Teresa Caione, due figli della nostra terra, due persone che alla nostra terra hanno dato tanto, che si sono spesi con passione, entusiasmo, energia, convinzione per migliorare il presente e il futuro dei loro concittadini. Una scelta dettata dal cuore, allora, e non potevo proprio essere altrove, non potevo trovare altre parole. Ricordarle e raccoglierle mi è sembrato giusto, per rivivere e fermare nel tempo un tardo pomeriggio che non dimenticherò mai, e per regalarle alle persone che non hanno potuto esserci ma che mi sono vicine sempre, una in particolare.

Per ringraziarvi della fiducia che avete riposto nei miei confronti cinque anni fa, permettendomi di raggiungere un consenso significativo e di entrare in Consiglio Regionale. Per ringraziarvi della partecipazione e del consenso che ha accompagnato la decisione di ricandidarmi, che hanno spazzato via stanchezza e dubbi, che mi hanno imposto di proseguire di slancio un percorso esaltante e faticoso al tempo stesso iniziato proprio grazie a voi e insieme a voi.



LE PAROLE E I SILENZI
Vai in giro e incontri gente, in campagna elettorale. Giri per le strade della tua città, e quando scendi dall’auto ti ritrovi in un quartiere davanti a persone che vivono in box piccoli e stretti anche solo per lasciarci un’auto o degli scatoloni, delle bottiglie, delle lattine, figuriamoci parcheggiarci un piccolo nucleo familiare, un bambino piccolo e sua madre mentre il giovane capofamiglia cerca – e non trova, oppure trova soltanto per qualche parentesi, per qualche frazione di vita da vivere alla giornata, troppo lontano e improbabile il Futuro – un modo per andare avanti. Ti vengono incontro con gli occhi che non tradiscono fatica e disperazione ma sono fari accesi da dignità: non chiedono non implorano non si commiserano, sono là e le parole non servono a raccontare la loro vita, la loro quotidianità per altri, molti altri così strana e così inaccettabile. Sei là e ti chiedi dove sono i media, dove sono i commentatori, gli opinionisti, dove sono i sociologi, dove sono quelli che raccontano e spiegano il “paese reale” tenendosene a debita distanza. Ti chiedi dov’è la Politica, quanto siano lontane le periferie e i quartieri - dormitorio dal centro della città anche se siamo nel 2010 d. C. , quanti altri box nelle palazzine di fronte contengano vite e non cose, persone stipate tra mobili e oggetti e non semplicemente oggetti. Ti offrono una birra e un pezzo di pizza e tu rimani là anche se altre storie e altre vite ti stanno aspettando da un’altra parte, ed è bellissimo continuare ad esserci, rimanere in quel cortile così pieno di verità e non di finzione, di sostanza e non semplice forma, di speranza, di sorrisi che ti mettono a disagio e ti spiazzano. Era un incontro e diventa una lezione, di quelle che in nessuna università riesci a seguire, non importa dove.



PRIMA DOMENICA DI PRIMAVERA
Non è una domenica qualsiasi questa. E’ l’ultima di campagna elettorale, l’ultima in giro per comuni, sezioni, circoli, piazze… la prossima, invece, sarà di prevedibile tensione e di attesa, attesa per i primi dati in arrivo dalle urne, quelli relativi alle affluenze, che saranno importanti quanto quelli dei voti, visto il sempre maggiore distacco dei cittadini comuni dalla politica. Un distacco che, dall’esterno, posso comprendere, visto che i titoli strillati sui media e amplificati dalla televisione sono sempre lontanissimi dalle esigenze e dai problemi della grandissima parte delle persone, e i toni bassi, non urlati, le proposte, i programmi al massimo conquistano qualche trafiletto o ‘taglio basso’. Anche gli slogan proposti da molti candidati che vedo in giro sfiorano il ridicolo, se permettete: nati dall’esigenza di distinguersi dalla massa, di farsi notare, di farsi ricordare in omaggio all’idea della politica come marketing, e la persona e il partito e la coalizione diventano un semplice prodotto da lanciare e vendere a qualunque costo. Tempi moderni, ma che fanno rabbrividire chi si è formato attraverso un’altra politica, quella vera, quella alta.



GRAZIE A TUTTI. DI CUORE
E’ stata bellissima, la mia la Nostra festa questa mattina a Laltrocinema Cicolella in via Duomo. Sono venuti a trovarmi proprio in tanti, con un affetto, una partecipazione, un’intensità straordinaria che mi hanno veramente commosso e reso straordinariamente felice per la scelta di dare un seguito al coraggio, all’impegno e alla passione che ha animato e dato un senso alle giornate e alla vita di mio padre Donato. Non riuscivo a parlare, quando mi sono alzato in piedi per il mio intervento: la sala gremita in ogni ordine di posto davanti a me, il gigantesco Scudo Crociato alle mie spalle, unico elemento scenografico che ho fortemente voluto, le parole degli amici Micky De Finis, Franco Di Giuseppe, Biagio Di Muzio, la responsabilità e l’orgoglio per la fiducia riposta nei miei confronti, la soddisfazione perché quanto fatto da mio padre per questa terra, questa gente e il suo il nostro partito, la Democrazia Cristiana, non è stato dimenticato, Peppino Zingrillo e Alfredo Grassi in prima fila. Impossibile non emozionarsi, impossibile non farsi travolgere da ricordi e immagini di anni e anni di impegno e battaglie comuni che ridiventano persone e sono là accanto a te sono là per te. Ma non potevo deludere tutte le persone accorse di domenica mattina, sottraendo tempo prezioso alle loro famiglie, ai loro bambini, e allora meno male che ce l’ho fatta a cercare di rimanere lucido – freddo no, non era veramente possibile – e continuare. Continuare a spiegare le ragioni di questa festa, di questa voglia di continuare, ancora e sempre insieme, un percorso che può e deve portarci lontano, in difesa della Nostra Capitanata. Ce l’ho fatta a salire di intensità, e il calore e gli applausi hanno trasformato e tradotto l’emozione in energia, in voglia di chiarezza, in necessità di entrare nel cuore di una campagna elettorale che a livello mediatico è piuttosto sbiadita, travolta da notizie e polemiche – le liste presentate in maniera anomala nel Lazio e nella Lombardia, l’inchiesta giudiziaria di Trani, i magistrati candidati – che sono lontane anni luce dai problemi delle persone comuni, delle famiglie, degli agricoltori.



LA POLITICA VERA E LA POLITICA VIRTUALE
Molto centrato e da vero leader, il discorso di Pierferdinando Casini al Cinema Cicolella. Toni pacati, nessuna enfasi da campagna elettorale, semplicemente l’impietosa differenza tra “la politica virtuale e la politica vera”. La politica virtuale è quella che annuncia ponti sullo stretto di Messina che ben che vada si realizzeranno tra decine di anni, la politica reale è quella attenta ai problemi delle famiglie, delle persone comuni, la politica che viene cancellata dai telegiornali e dall’agenda politica dettata da ben altre esigenze e necessità. E quanto ho sentito mio, l’imbarazzo misto a irritazione per quei deputati e senatori che in Parlamento con il loro silenzio/assenso stanno mortificando il Mezzogiorno e lasciando la barra del comando ben salda nelle mani della Lega Nord, che non si sta limitando semplicemente a “padanizzare il Nord Italia”, per citare ancora Casini, ma sta impedendo qualsiasi politica di rilancio e riscatto del nostro tanto bistratto Sud. Altro che incoerenza, quindi. La linea seguita e da seguire è quella della dignità e dell’orgoglio, della concretezza, della richiesta e della necessità di interventi seri preferita alla demagogia e dallo scontro frontale su questioni che nemmeno sfiorano la quotidianità, la sofferta quotidianità di tanti di noi. Di persone che ieri sera gremivano il cinema in ogni ordine di posto, di persone pronte ad accettare una difficile sfida, di persone impegnate a difendere il loro diritto all’esistenza e non alla semplice sopravvivenza.



Mediterraneo
C’è tutta la sofferente bellezza della nostra terra, nel video e nelle parole di ‘Mediterraneo’ dei Tavola 28. Ci sono la speranza, il talento, la convinzione, i tempi che si rincorrono tra passato e futuro e ci sono tutte le contraddizioni di potenzialità inespresse o trascurate o ignorate o dimenticate o calpestate. E la presenza del mio caro amico Nicola (Vascello) accanto a loro, ieri sera nella grotta de ‘La Carboneria’, ha amplificato le immagini e le emozioni, reso ancora più stridenti i contrasti e acceso la spia della delusione e della rabbia in una serata piacevolissima di relax e immersione in persone care, ricche di affetto e di capacità di sorprendersi. Ha fatto tantissimo Nicola per la nostra Capitanata, prima da ‘semplice’ commissario Apt, poi da assessore provinciale al Turismo. Si è inventato un brand per mettere in rete iniziative spesso fotocopia, e legando e dando un senso alle più importanti manifestazioni organizzate e disperse a macchia di leopardo sul territorio è riuscito a far arrivare da queste parti fondi più cospicui rispetto alla tanto celebrata ‘Notte della Taranta’: ma le logiche di una politica miope e chiusa in stanze lontanissime dalla gente comune lo hanno accompagnato alla porta della sua stanza e buttato fuori dalla giunta, senza nemmeno un ‘grazie’. Era in quota Udc lui, e quindi doveva essere punito per il mancato appoggio al Pdl nella competizione elettorale in corso: quello che ha fatto da assessore di colpo è stato cancellato, e nessuno dei suoi colleghi di giunta ha detto una sola parola in sua difesa, la consegna del silenzio e dell’obbedienza conta più della qualità delle persone, della passione della competenza dell’esperienza dell’entusiasmo, più della correttezza dei rapporti.



8 MARZO
Un dolce pensiero e un caro saluto alle Donne. Alle donne della mia vita, mia madre, mia moglie, mia figlia. Alle donne che ho incontrato. Alle donne che non incontrerò mai. Alle donne vittime, di uomini sbagliati, di vite sbagliate, di situazioni sbagliate. Alle donne vittime della violenza, dell’indifferenza, dell’ignoranza, dei pregiudizi. Alle donne ignorate, alle donne dimenticate, alle donne discriminate. Alle donne che fanno fatica ad andare avanti, alle donne che nonostante tutto vanno avanti. Alle donne che sognano, alle donne che si arrendono alla realtà. Alle donne che soffrono in silenzio, alle donne lasciate sole. Alle donne fragili, alle donne forti. Alle donne che lottano, alle donne che non hanno più voce. Alle donne deluse, alle donne illuse. Alle donne di Capitanata, alle donne che vivono e sopravvivono in Capitanata. Alle donne immigrate, alle donne bisognose. Alle donne disoccupate, alle donne piene di impegni. Alle donne coraggiose, alle donne spaventate. Alle donne ritrovate e alle donne perse. Alle donne che accarezzano i loro bambini, alle donne lontane dai loro bambini. Alle donne senza nessun aggettivo ad accompagnarle, bastano semplicemente quelle cinque lettere a raccontare il loro immenso mondo. Alle donne che non dobbiamo ricordare soltanto oggi 8 marzo, ma in ogni attimo di ogni giorno della nostra vita.



PREZZI STRACCIATI. COME LE PROMESSE
“E’ tutto a posto, tra qualche giorno i voli riprenderanno con regolarità”. Quante volte ho sentito questa frase dall’assessore regionale ai Trasporti Mario Loizzo in questi cinque anni. Era tutto a posto quando insieme ai vertici di Aeroporti Puglia ha affidato il rilancio del nostro ‘Gino Lisa’ alla Club Air, già nel mirino dell’Enac per la licenza a forte rischio – e poi puntualmente ritirata – e con un amministratore delegato il cui curriculum te lo raccomando. I disservizi si ripetevano, gli aerei o non partivano proprio o atterravano altrove, eppure era tutto a posto, e chi si permetteva di esprimere timidamente la propria perplessità veniva iscritto di diritto dal Nostro nella “congrega dei tirapiedi”. Poi giusto per allargare la congrega ecco arrivare dalle nostre parti i tipi della My Air, con tanto di arbitro Gigi Agnolin al seguito. Compagnia sorta dalle ceneri di un altro fallimento ma sono cose che capitano, l’importante è partecipare (ai bandi comunitari).



Buona la prima
E così è davvero iniziata, la campagna elettorale. Il bagno di folla annunciato – ma non per questo meno piacevole – all’Altrocinema Cicolella, l’enorme scudo crociato sullo sfondo, una bandiera adagiata su un’asta da un lato, gli interventi appassionati, noi candidati alle regionali un passo indietro ai relatori. Franco Di Giuseppe che, nonostante tutto, ricorda i comuni trascorsi e l’amicizia con Gabriele Mazzone, che nemmeno una decisione imposta dall’alto e accettata senza remore può intaccare.


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