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| | 'SCONGIURARE LA CHIUSURA DEL CONVENTO DI S. ANTONIO A SANT’AGATA DI PUGLIA' | | “Sono particolarmente vicino alla comunità di Sant’Agata di Puglia, mobilitata per scongiurare la chiusura del Convento di S. Antonio, annesso alla Chiesa dell’Annunziata, dopo sette secoli di storia e quindi parte integrante del tessuto sociale ed elemento fondamentale dell’identità collettiva. E confido nella sensibilità dell’Ordine dei Frati Minori Francescani e nell’interessamento della Diocesi Foggia- Bovino per una soluzione positiva di una vicenda dai risvolti che vann... [ LEGGI ] | | |
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INTERVENTO IN PRIMO PIANO |
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| | 'LA REGIONE SOSTENGA LA RICHIESTA DI PROROGA DELLO STATO D’EMERGENZA PER I COMUNI COLPITI DAL SISMA | | “Chi è stato in uno qualsiasi dei comuni dei Monti Dauni (da Pietramontecorvino a Carlantino, da Casalnuovo Monterotaro a Casalvecchio di Puglia, da Castelnuovo della Daunia a Celenza Valfortore, da Motta Montecorvino a San Marco la Catola e Volturino) colpiti dal terremoto del 2002, può rendersi di... [ LEGGI ] | | |
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'LA REGIONE SOSTENGA LA RICHIESTA DI PROROGA DELLO STATO D’EMERGENZA PER I COMUNI COLPITI DAL SISMA
“Chi è stato in uno qualsiasi dei comuni dei Monti Dauni (da Pietramontecorvino a Carlantino, da Casalnuovo Monterotaro a Casalvecchio di Puglia, da Castelnuovo della Daunia a Celenza Valfortore, da Motta Montecorvino a San Marco la Catola e Volturino) colpiti dal terremoto del 2002, può rendersi direttamente conto della situazione di disagio vissuta dalla popolazione e della necessità di un’ulteriore proroga almeno fino alla fine dell’anno in corso dello stato d’emergenza post sismica e dei relativi provvedimenti e interventi necessari e indispensabili per il completamento della ricostruzione. I sindaci impossibilitati a far fronte alle numerose richieste ancora da evadere con le esigue risorse a loro disposizione sono già stati costretti a consegnare al Prefetto le loro fasce tricolori, per accendere i riflettori mediatici su una vicenda ormai dimenticata nel Paese delle continue emergenze: e la nuova protesta in programma questa sera a Pietramontecorvino, durante la processione in onore del patrono S. Alberto, rappresenta l’ennesimo Sos lanciato sia al Governo nazionale che regionale in un momento drammatico”. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, invita quindi “il Governo regionale a sostenere una richiesta legittima e motivata, anche e soprattutto per non vanificare quanto fatto in questi anni e dare un senso agli investimenti operati finora"
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'LEGGE SALVA PRECARI IN SANITA’, NECESSARI ULTERIORI CHIARIMENTI'
“La legge approvata in terza commissione per garantire una risposta immediata ai dirigenti medici e non colpiti dalle sentenze della Corte Costituzionale che avevano bocciato il loro faticoso percorso verso la stabilizzazione, dopo anni di servizio e precarietà, rappresenta indubbiamente un passo avanti verso una definitiva conclusione di una vicenda complessa e ricca di paradossi, nell’interesse della collettività viste le gravi carenze nelle piante organiche delle Asl e degli ospedali pugliesi, ma necessita di ulteriori chiarimenti nell’aula consiliare per capire ed eventualmente allargare la sua applicazione ed estensione”.
Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, ricorda infatti “le disomogeneità e i differenti comportamenti dei manager delle Asl in questi anni, che hanno determinato accelerazioni e ritardi nell’espletamento dei concorsi. In provincia di Foggia, per esempio, numerosi sono i dirigenti che rischierebbero di essere tagliati fuori nonostante la nuova legge, nonostante anni di lavoro e nonostante le conclamate carenze nella pianta organica.”
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'L’OSPEDALE LASTARIA, UNA REALTA’ DA PROTEGGERE E NON SMANTELLARE'
“La mobilitazione di un intero territorio per difendere un presidio ospedaliero dovrebbe indurre tutti a una profonda riflessione sulla seconda fase del Piano di riordino, che rischia di avere conseguenze disastrose non solo per la provincia di Foggia”. Per Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, “si continua a parlare sempre e unicamente di tagli, senza un necessario e doveroso esame delle criticità che hanno prodotto l’esplosione del deficit, e senza un’altrettanto doverosa analisi della situazione provincia per provincia. In quella di Foggia, infatti, sono stati chiusi in tempi drastici e inappellabili gli ospedali di Torremaggiore, Monte Sant’Angelo e San Marco in Lamis, e siamo ancora in attesa delle riconversioni promesse: altrove che è successo?” si chiede e chiede. “Chiudere ulteriori strutture è proprio la soluzione migliore per ridurre le lunghissime liste d’attesa, per migliorare la qualità e la quantità delle prestazioni erogate, per sopperire alle gravi lacune nelle piante organiche, per frenare la sempre crescente mobilità passiva verso altre regioni?” continua De Leonardis, che ha partecipato ieri al consiglio comunale monotematico svoltosi a Lucera, caratterizzato da una notevole partecipazione e da una diffusa preoccupazione per l’immediato futuro dell’ospedale ‘Lastaria’, che “non può e non deve essere considerato alternativo agli Ospedali Riuniti, perché i rischi fin troppo prevedibili sono quelli di congestionare il Policlinico foggiano in reparti estremamente delicati e di isolare il Subappennino dauno, date le distanze e i chilometri, e soprattutto i pessimi collegamenti e la difficile mobilità verso il capoluogo dauno”.
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'DALLA FIERA DELL’AGRICOLTURA DI FOGGIA L’ENNESIMO S.O.S. LANCIATO DAL COMPARTO AL GOVERNO '
“Non si possono certamente minimizzare l’impatto della crisi economica e finanziaria, la difficile situazione vissuta dal Paese e dall’intero continente, e aggiungerei la pesante eredità lasciata dal precedente esecutivo; ma al tempo stesso, non si possono nemmeno ignorare le pesantissime ripercussioni – tutte in negativo – dei provvedimenti già varati (o in dirittura d’arrivo) dal nuovo Governo in materia, che rischiano di mettere una pietra tombale su un comparto che pure dovrebbe rientrare tra le eccellenze del made in Italy, e che meriterebbe ben altra considerazione”. Così Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, commenta l’intervento del Sottosegretario al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Francesco Braga, oggi a Foggia per inaugurare la 63° Fiera Internazionale dell’Agricoltura e della Zootecnia. “Mi auguro che il lungo elenco di problemi evidenziati dai vertici delle istituzioni locali e dagli autorevoli rappresentanti delle organizzazioni di categoria inducano il professor Braga, al rientro a Roma, a chiedere al Presidente del Consiglio e ai colleghi di Governo un’opportuna riflessione e magari un deciso cambio di rotta intorno a politiche che dovrebbero sostenere e non affossare l’agricoltura, nazionale e non solo della Capitanata e pugliese” sottolinea.
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'ASSUMERE I TECNICI DELLA PREVENZIONE PER LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO DELL’ASL/FG'
“Sono risultati idonei nelle graduatorie finali di un concorso bandito dall’ex Asl/Fg 3 nell’ormai lontanissimo 1998 ed espletato tra il 1999 e il 2005, e hanno visto negli anni colleghi più fortunati assunti dall’azienda direttamente con contratto a tempo indeterminato, mentre per loro nel 2008 è iniziato un cammino lavorativo tortuoso e complesso, con la sospirata firma di un primo contratto a tempo determinato per tre anni, prorogato successivamente di un anno ancora e in scadenza il prossimo 1 giugno”. Giannicola De Leonardis, Presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, ha presentato stamane una nuova interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, al Presidente della Giunta regionale Nichi Vendola e all’Assessore alle Politiche per la Salute Ettore Attolini relativa all’immediato futuro di sette Tecnici della Prevenzione per la sicurezza nei luoghi di lavoro in forza all’Asl/Fg, evidenziando tra l’altro una nota del 10 marzo scorso anno inviata agli organi competenti dal Coordinatore provinciale dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro dell’Asl/Fg, dott. Antonio Fanelli, nella quale veniva sottolineata la necessità di coprire i vuoti evidenziati nella pianta organica in un ambito particolarmente delicato, la mancanza di ostacoli di sorta e la copertura finanziaria garantita per auspicate nuove assunzioni. “C’è finalmente la possibilità di mettere la parola ‘fine’ a una vicenda di precarietà imbarazzante, e di garantire a sette famiglie un futuro finalmente sereno, senza privare l’Azienda stessa di risorse umane dalla professionalità acquisita e riconosciuta” sottolinea De Leonardis.
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'DAL SENATO ACCADEMICO DEL POLITECNICO BARESE L’ENNESIMO SCHIAFFO ALLA CAPITANATA'
“Secondo un copione ormai fin troppo consueto, attraverso una fredda riunione in una stanza lontana ben oltre i chilometri effettivi dalla comunità interessata a una decisione delicatissima, si è spinta nel baratro un’altra significativa occasione di crescita per la Capitanata, per poi immergerla nelle sabbie mobili dell’indifferenza. Senza tenere in alcuna considerazione le istanze, le potenzialità, le risorse di un territorio che, credo e spero, almeno sulle cartine geografiche e nella distribuzione delle risorse dovrebbe ancora rientrare nella regione Puglia. Senza considerare minimamente le prerogative e le legittime richieste delle istituzioni locali. Senza analizzare i risultati ottenuti nel tempo nonostante un’ubicazione indecorosa e disagi intollerabili alla luce delle (elevate) tasse versate. Gli studenti e le loro famiglie considerati unicamente un ‘costo’, nessuna attenzione alle voci ‘beneficio’ e ‘sacrificio’. Un’esperienza ventennale archiviata in pochi minuti. Mi viene in mente un unico aggettivo, per commentare la decisione presa dall’insigne Senato accademico del Politecnico di Bari nella sua ultima riunione e l’annunciata disattivazione del primo anno del corso di laurea di Ingegneria a Foggia, sede decentrata e bistrattata: vergognosa!”.
Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, è “in assoluto e totale disaccordo con il rettore Nicola Costantino, per una prima chiusura che sa tanto di anticamera di una smobilitazione generale prossima ventura e che proietterà tanti studenti, tanti potenziali talenti della nostra terra in un futuro che sa tanto di passato, costretti a un pendolarismo quotidiano che credevamo finalmente superato. E con lo scaricare totalmente sugli enti locali qualsiasi responsabilità per certificare fallimenti, ritardi e discutibilissime politiche, proprio quando gli stessi enti locali erano impegnati nella proficua ricerca di una sede finalmente degna di un corso di laurea prestigioso e di vitale importanza per la crescita e il consolidamento di un tessuto produttivo complesso e necessariamente al passo con i tempi come Ingegneria".
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'IMAR DI MANFREDONIA, 51 DIPENDENTI ALLE PRESE CON UN DRAMMATICO PRESENTE'
“Un’azienda di alta specializzazione – in questo caso nell’ambito della meccanica di precisione e della carpenteria pesante – che si insedia dalle nostre parti approfittando dei finanziamenti cospicui e delle ghiotte opportunità garantite dal Contratto d’Area di Manfredonia. Lo stop improvviso della produzione anticamera della smobilitazione e del ‘rompete le righe’ quando il vento cambia, e scarsa considerazione della mano d’opera e della forza lavoro impiegata, che si ritrova senza garanzie – e relativi ammortizzatori sociali – per il presente e per il futuro, senza alcun canale di comunicazione aperto con i sindacati e gli enti istituzionali, senza nemmeno ipotizzare alternative possibili per salvaguardare risorse umane e professionalità nel frattempo acquisite”.
Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, è amareggiato per i “51 dipendenti della Imar di Manfredonia dopo la sospensione delle attività produttive nel loro stabilimento e l’assordante silenzio della proprietà”. E invita “le autorità istituzionali tutte a non lasciarli soli, nell’ansia e nella precarietà rese ancora più inquietanti dai ritardi nell’erogazione della cassa integrazione loro spettante, vittime di un sogno trasformatosi lentamente ma inesorabilmente in un incubo, dell’illusione di un lavoro garantito dopo anni e anni di studi e sacrifici diventata raggelante delusione, in una terra promessa – l’area di Manfredonia – che da esemplare modello di riconversione è diventata un cimitero industriale".
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'ANCHE S. GIOVANNI ROTONDO NEL COLLEGAMENTO BUS CON L’AEROPORTO DI BARI PALESE'
“San Giovanni Rotondo è ormai da anni, dopo Roma, la località più visitata in Italia da milioni e milioni di pellegrini, nonostante le note difficoltà nei collegamenti e nelle infrastrutture. E il turismo religioso è uno dei principali volani in un comparto dove si punta da tempo sulla ‘destagionalizzazione’ e sulla diversificazione dell’offerta. Sono quindi pienamente condivisibili la protesta e lo sconcerto degli operatori locali di fronte all’esclusione della località che San Pio ha reso celebre in tutto il mondo dal collegamento appena varato dalla Regione Puglia con l’aeroporto di Bari Palese, attraverso un servizio navetta mirato con pullman e bus”. Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, invita l’assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini e l’amministratore unico di Aeroporti di Puglia Domenico Di Paola a “includere anche San Giovanni Rotondo in un servizio utile e necessario anche e soprattutto in attesa della ripresa dei voli e dei lavori per l’ampliamento della pista dell’aeroporto civile ‘Gino Lisa’ di Foggia. Per non sottoporre un numero potenzialmente considerevole di turisti e pellegrini allo stress aggiuntivo di collegamenti multipli e scali in località diverse, prima di raggiungere finalmente il santuario di Santa Maria delle Grazie e/o la nuova basilica disegnata da Renzo Piano. Sarebbe un clamoroso autogol per la Puglia tutta, soprattutto in un momento economico particolarmente delicato e con l’impegno declamato di attrarre un turismo sempre più internazionale e variegato dalle nostre parti” sottolinea.
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'PROTEZIONE CIVILE: IL COMMISSARIO ALL’OPERA, L’ASS. AMATI CHE FA?'
“Il 13 febbraio scorso ho presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al Presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, al Presidente della Giunta regionale Nichi Vendola e all’Assessore per la Protezione Civile Fabiano Amati sulle risorse destinate al dissesto idrogeologico e sulla figura commissariale introdotta da un Accordo di programma con il Ministero per l’Ambiente sottoscritto nel 2010, mai ratificato in giunta e che prevedeva inizialmente lo stanziamento di 210 milioni di euro (110 provenienti dai Fondi Fas in dotazione del Governo, 100 milioni dai Fondi Fas di stretta competenza regionale)e appunto la nomina da parte del Ministero di un Commissario straordinario come soggetto attuatore dotato di ampi poteri e ingenti disponibilità finanziarie per sé e per il suo staff, nonché di ampia discrezionalità nell’impiego delle risorse pubbliche a disposizione, esautorando di fatto le amministrazioni comunali interessate a interventi sul territorio. Non ho ricevuto alcuna risposta” sottolinea Giannicola De Leonardis, presidente della settima Commissione Affari Istituzionali della Regione Puglia, “nonostante avessi fatto notare le significative novità introdotte dal successivo ‘Piano per il Sud’ – nella parte relativa all’ Asse ‘Ambiente-Difesa del suolo’ - deliberato dal CIPE il 20 gennaio scorso, che prevede invece esclusivamente finanziamenti con Fondi Fas-Pain e Fas-Par di stretta dotazione regionale e interregionale” continua.
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INTERROGAZIONE SULLA DISPARITA' DI TRATTAMENTO DEI PAZIENTI EMODIALITICI NELLE ASL PUGLIESI
Il presidente della settima Commissione Affari Istituzionali Giannicola De Leonardis ha presentato questa mattina al presidente della Regione Nichi Vendola, del Consiglio regionale Onofrio Introna e all’assessore regionale per le Politiche per la Salute Ettore Attolini un’interrogazione urgente a risposta scritta, relativa alla differente interpretazione e applicazione tra i Distretti Sanitari pugliesi della Legge Regionale n. 25 del 21 novembre 1996 che disciplina il rimborso delle spese sostenute per interventi di trapianto. In particolare, la legge all’art. 1 specifica l’estensione del rimborso anche per “il cittadino in attesa di trapianto” da parte dell’Azienda sanitaria locale di residenza. E al successivo art. 2 precisa che “il rimborso è corrisposto su richiesta dell’assistito corredata dalla documentazione relativa alle spese sostenute e della certificazione medica attestante la necessità dell’accompagnamento”, e che “il Comune di residenza dell’assistito rimborsa all’accompagnatore unico, necessariamente presente a sostegno del paziente che deve sottoporsi a prestazioni, le relative spese di viaggio e soggiorno”. “E’ quindi dovuto da parte dei Distretti sanitari competenti per territorio il rimborso delle spese sostenute, sia per il paziente che per l’accompagnatore, sia in occasione della visita e della verifica della compatibilità tessutale (HLA), che delle visite successive di rivalutazione per l’inserimento e il mantenimento in lista d’attesa per il trapianto di rene sia nel Centro di Trapianto Regionale competente (in Puglia quello di Bari) che per altri Centri di Trapianto in altre regioni d’Italia. Anche nel caso i pazienti non risultino idonei – o momentaneamente non idonei – a essere iscritti in lista d’attesa per trapianto renale, e abbiano utilizzato autoveicoli personali, oppure treni o aerei per coprire distanze notevoli” spiega ancora De Leonardis. Ma L’Associazione Nazionale Emodializzati – Onlus di Puglia ha segnalato più volte, per iscritto e anche alla Presidenza della Giunta Regionale, varie problematiche relative all’applicazione di questa normativa di fondamentale importanza per i pazienti emodialitici e per i loro familiari. De Leonardis segnala nella sua interrogazione “un caso verificatosi nel Distretto di Lucera, di pertinenza quindi dell’Asl di Foggia”, che ha determinato un fitto carteggio, regolarmente protocollato, tra il delegato locale Aned e i vertici dell’Asl Fg 3. In particolare, in riferimento al “quesito relativo alla possibilità di rimborsare le spese sostenute agli emodialitici che si recano presso Centri di Trapianto senza essere inseriti in liste attive di attesa”, la risposta “il rimborso non trova titolo né nelle disposizioni regionali vigenti per gli assistiti che praticano dialisi né nelle disposizioni regionali vigenti per gli assistiti portatori di trapianto d’organo o in attesa di trapianto” appare contraddittoria e meritevole di doverosi approfondimenti.
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